lunedì 9 luglio 2012


AMIANTO: VERITA' SOTTO LA POLVERE
Studi lo hanno dimostrato, i fatti lo hanno confermato: l'amianto è tossico se inalato probabilmente anche se ingerito può provocare un carcinoma intestinale (quando dico probabilmente non metto in dubbio il fatto che il carcinoma sia provocato dall'amianto più che altro penso che la causa sia comunque l'inalazione, alla fine quasi tutto ciò che entra nei polmoni e non riusciamo a respirare viene riportato all'esofago e quindi allo stomaco). E' saggio evitare la sua produzione ed il suo utilizzo, forse però stiamo un po' esagerando i rischi del fibro-cemento e di quei materiali in cui l'amianto è inglobato, ignorando invece i rischi di tutti quegli altri materiali comunque pericolosi. I lavoratori dell'Eternit non si sono ammalati perché si trovavano nelle vicinanze dell'amianto, ma perché lo respiravano per otto ore al giorno. Il problema, per quanto riguarda i solidi, non riguarda solo la tossicità della sostanza in se ma anche la dimensione della particella, o meglio della polvere. Ci sono due principali motivi per cui lavorare in un ambiente con delle polveri può essere pericoloso: il primo è fisiologico: tutte le polveri che hanno diametro inferiore ai 3 μm vengono difficilmente eliminate dai polmoni il secondo è di carattere prettamente chimico: polverizzare qualsiasi materiale ne aumenta drasticamente l'energia, diminuendo invece la stabilità (oltre che termodinamica) anche cinetica quindi possiamo trasformare un kg di alluminio in una bomba solo polverizzandolo. In fin dei conti l'amianto è diventato un caso emblematico: per molti e forse conveniente pensare che sia solo la sua tossicità intrinseca a renderlo pericoloso piuttosto di pensare che si tratti del processo industriale con cui viene lavorato. In realtà tutte le sostanze che vengono polverizzate sono (chi più chi meno) pericolose ce lo testimoniano le morti sul lavoro in Cina per la produzioni di iPad [Internazionale 934| 3 febbraio 2012 pp.34-41] o le esplosioni a causa delle polveri nei silos di grano [Paranaguá (Brasile) 2001, Atchison (Kansas) 2011 per dirne alcuni tra i 600 avvenuti negli ultimi quarantanni].